mercoledì 19 settembre 2012

"Yo no soy patriota". Hasta siempre, Santiago Carrillo

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Carrillo e La Pasionaria

Io non sono patriota. Questo vocabolo che oltre un secolo fa significava rivoluzione e libertà si è corrotto. Maneggiato oggi a piacimento dalla gente peggiore comprende l'accezione più adagiata degli interessi politici ed esprime intransigenza, intolleranza e chiusura mentale.
Santiago Carrillo

 La Casa Reale spagnola ha appena inaugurato una nuova web con l'intenzione di trasmettere ai cittadini quell'immagine di vicinanza, semplicità e modernità perduta dall'Istituzione negli ultimi due anni a causa di una lunga serie di scandali familiari. Il discorso del Re Juan Carlos per l'occasione fa appello al recupero dello spirito della Transizione democratica per superare il momento di grave crisi economica, di frattura sociale e di forte spinta del separatismo catalano che attraversa il Paese e si interseca con la scomparsa, ieri, di Santiago Carrillo. Carrillo fu protagonista decisivo di quella transizione esemplare, continuò ad esserlo durante il tentativo di colpo di Stato del 1981 e la modernità l'ha incarnata fino all'ultimo giorno dei suoi 97 anni, commentando perfino la grande manifestazione di Madrid di sabato scorso . Mentre don Juan Carlos perdeva poco a poco di vista la realtà del Paese andando a caccia di elefanti.

Se riscoprire lo spirito della Transizione significa applicare profondamente quella volontà di riconciliazione delle parti che senza l'impegno di Carrillo dopo la Guerra Civile sarebbe sfociata ben altra cosa, allora in questi giorni si potrebbe dire che la destra del Paese sta, come minimo, ignorando completamente l'ultimo richiamo sensato del Capo dello Stato. In questo momento interessa a molti che stanno al potere senza progetti  ricordare solo il Carrillo precedente al 1975, scavare senza senso storico nelle sue polemiche decisioni durante la guerra, far presente le espulsioni da lui applicate con mano durissima dal Partito Comunista e tentare maldestramente di spostare a sinistra ogni sospetto reazionario. Queste persone sono le stesse che si sono opposte all'apertura delle fosse comuni, alla legge sulla Memoria Storica e , in sostanza, a contribuire con umanità a far cicatrizzare le ferite della Guerra Civile.

Carrillo fu polemico, molto, sempre. Ma è vile seminare ora,soprattutto tra le nuove generazioni, il dubbio del suo adoperarsi per la pace.
Mi piace ricordarlo come lo scoprii in un imprescindibile documentario a puntate sulla Transizione, quello di Victoria Prego: quando entrò clandestinamente in Spagna nel 1976, con un parruccone in testa e col PC ancora illegale nel Paese e offrí una conferenza stampa che gli costò 10 giorni di carcere. O quando rimase immobile al suo posto in Parlamento durante l'assalto di Tejero. Come lui, solo Adolfo Suárez.

Santiago ed Enrico ora a parlare insieme, da qualche parte, sconsolati, di sinistra.


Qui le immagini più significative di Carrillo.

10 commenti:

  1. Grazie per le foto di Santiago, adesso e' con Enrico e Dolores, ma anche con tanti altri.
    Lucy

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  2. Para mí, Santiago Carrillo, fue un referente. Durante mi juventud, durante los años de la Transición, durante aquel 23-F del que pocos se acuerdan, y en el que estuvimos a punto de perder los pequeños pasos que se estaban dando para m,odernizar este país. Siento una enorme tristeza por su muerte. Me obliga a ser consciente de que se nos están yendo todos los que conformaron una época.

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    1. Es uno de los casos claros en los que lo pasado fue mejor.Me asocio a tu análisis

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  3. Se podía ser mas o menos afín a sus ideas que, por otra parte, iba acomodando a la evolución de la sociedad.
    Pero es innegable su carácter conciliador en la recuperación de la democracia española.
    Era admirable su hablar pausado (como Fernan-Gomez pero sin mala leche). Defendía sus opiniones con empeño, pero sin vehemencia. Respetaba a los que opinaban diferente.
    Permanecerá siempre en las páginas de la historia de éste país.
    Gracias Santiago.

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    1. Me ha hecho sonreír el "como Fernando Fernan-Gómez pero sin mala leche". Otro grande de vuestro país que he amado mucho y del que he aprendido mucho.

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  4. Me pregunto si pensarías igual si un familiar tuyo hubiera muerto en Paracuellos por orden de este.

    Tanta paz lleve como paz deja.

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    1. Y yo me pregunto si me harías la misma pregunta si supieras que tengo un familiar muerto construyendo el Valle de los Caídos.

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    2. Pues fíjate que yo tengo muertos en ambos bandos, no porque tuvieran una u otra ideología, sino que fueron porque les pusieron una pistola en la cabeza y les dijeron que o iban a luchar o les pegaban un tiro. Unos en Paracuellos ( del bando republicano ) y un tío abuelo asesinado por el bando del dictador. Yo no estoy defendiendo a ninguno de los dos pues no se puede defender lo indefendible, pero no se puede defender a una persona bajo cuya responsabilidad murieron miles de personas. La memoria histórica es para todos.

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    3. Aparte, en relación a tu pregunta, te diría que espero que el responsable de que un familiar tuyo muriera en el Valle de los Caídos, construyéndolo, esté ardiendo en el infierno, si es que existe, por haber asesinado, sí asesinado, a una persona inocente como seguro era tu familiar porque, sinceramente, creo, que los que murieron, de ambos bandos, fueron los pobrecitos que se vieron en medio de la guerra, mientras que los "dirigentes" se fueron de rositas o pasaron a formar parte del gobierno del dictador.

      Espero que tú también desees lo mismo a la persona que fuera responsable de la matanza de Paracuellos.

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